A volte il calcio somiglia al vecchio dilemma dell’uovo e della gallina. Non conta chi nasce prima, ma cosa si vuole davvero ottenere. Vincere subito o costruire per domani? È esattamente il cortocircuito che sta attraversando la Roma, emerso con forza dopo lo sfogo di Gian Piero Gasperini al termine della sconfitta di Udine.
Le parole del tecnico non sono state casuali. Dietro quel malumore c’è una questione più profonda del semplice ko. Quando gli è stato chiesto di obiettivi, Champions League e prospettive di una Roma “Under 23”, Gasperini ha lasciato trasparire tutta la sua perplessità. Perché le due strade, oggi, sembrano incompatibili.
Il quinto posto in classifica, con il sorpasso della Juventus e la concorrenza di squadre come il Como, ha complicato la corsa al quarto posto. E proprio in questo momento l’allenatore avrebbe voluto certezze immediate, non investimenti proiettati al futuro.
Il nodo principale riguarda i soldi spesi per profili come Robinio Vaz e Venturino, giovani di talento ma ancora acerbi. Gasperini, secondo quanto filtra, avrebbe preferito destinare quella cifra su un calciatore pronto adesso, capace di spostare subito gli equilibri. Un innesto da presente, non da progetto.
È qui che nasce il cortocircuito con la dirigenza. Non soltanto con Frederic Massara, che resta un esecutore delle linee economiche societarie, ma con l’impostazione generale della proprietà. Perché alla fine si scontrano due visioni opposte: da una parte Gasperini, che ha fiutato l’occasione di un campionato anomalo e vuole accorciare i tempi del piano triennale, puntando subito alla Champions; dall’altra la Roma, orientata a una crescita graduale e sostenibile.
La domanda, a questo punto, diventa inevitabile: cosa è stato promesso a Gasperini al momento della firma? Possibile che il club non conoscesse il carattere, l’ambizione e il modo di lavorare del tecnico? Chi ha scelto Gasp sapeva di affidarsi a un allenatore esigente, allergico ai compromessi e focalizzato solo sul risultato.
Il rischio è che l’ambiente si divida proprio adesso, nel momento più delicato della stagione. Servirebbe una figura capace di mediare, riportare equilibrio e chiarezza. E in questo senso l’unico nome che potrebbe garantire serenità sembra quello di Claudio Ranieri, uomo di esperienza e di spogliatoio. La Roma si trova davanti a un bivio: puntare tutto sull’uovo oggi o aspettare la gallina domani. Ma nel calcio il tempo corre veloce. E la Champions non aspetta nessuno.
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