Gianluca Rocchi esplode in diretta. Durante Open VAR, l’appuntamento settimanale di DAZN dedicato all’analisi degli episodi arbitrali, il designatore ha commentato senza filtri alcune delle situazioni più discusse dell’ultima giornata di Serie A, compreso il contatto che ha fatto infuriare Daniele De Rossi: quello tra Svilar e Ostigard.
«Per noi è rigore, perché Svilar è in ritardo» ha spiegato Rocchi. «Il portiere cerca il pallone ma trova l’avversario, e questo lo rende punibile. Capisco che non sia semplice, ma a livello regolamentare e in base alle immagini, qui manca un rigore». Parole nette, che confermano l’interpretazione del settore arbitrale e smentiscono la linea difensiva di chi aveva giudicato l’episodio “di confine”.
Ma il momento più teso della trasmissione arriva quando si affronta il caso Lazio, esploso dopo il comunicato molto duro del club biancoceleste relativo al gol convalidato a Davis. Rocchi è visibilmente irritato: «Da arbitro dico che è una regola su cui va fatta chiarezza, e me ne assumo la responsabilità. Il giocatore recupera la palla con un tocco di mano, sì, ma poi fa quattro dribbling. Se mi chiedete se c’è immediatezza, vi rispondo che non può esserci mai».
Poi l’ammissione più forte, che lascia la platea di Open VAR senza fiato: «Lo dico sinceramente: se io da fuori dovessi capire qual è la decisione corretta, farei fatica». Una frase rara da parte di un designatore, che riconosce la complessità della norma e la necessità di rivederla.
E infine, l’attacco frontale: «L’ho sempre detto e lo ribadisco: se qualcuno non crede alla nostra buona fede, io domani mattina lascio. Il nostro obiettivo è sbagliare il meno possibile. Ma gli errori capitano, e se foste con me qualche weekend vedreste quanto mi arrabbio». Un intervento duro, diretto, destinato a far discutere. E che apre un nuovo capitolo nel rapporto già teso tra arbitri, club e opinione pubblica.
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