Dopo gli ultimi attacchi ricevuti, Marco Violi, direttore e fondatore di Romagiallorossa.it, rompe il silenzio e affida a un’intervista il suo sfogo personale e professionale. Un confronto diretto, nel quale Violi espone la propria versione dei fatti e ribadisce con forza la sua idea di giornalismo.

Direttore Violi, perché secondo lei non viene creduto, nonostante sostenga di avere fonti molto attendibili?
«Semplice: perché dal 2018 in poi, da quando su Twitter è iniziata una campagna diffamatoria nei miei confronti, la percezione è cambiata. All’epoca la mia visione critica sulla Roma di Pallotta ha dato fastidio a molti e da lì si è innescato un meccanismo che oggi è arrivato persino alle minacce di morte. Da allora insultarmi è diventato quasi una moda».

Lei parla apertamente di una campagna diffamatoria. Da dove sarebbe partita?
«Secondo la mia ricostruzione, tutto è iniziato con Cesare Di Mauro, noto sui social come Moussoligno, che all’epoca lavorava nell’orbita della Roma di Pallotta. Da lì è partita un’opera di delegittimazione pubblica. Io però resto tranquillo: quello che so io, e che racconto ogni giorno su Romagiallorossa.it, non lo sa nessun altro. Ho la fortuna di avere una fonte molto attendibile e non dico altro».

Ritiene che in questi anni anche alcuni giornalisti l’abbiano diffamata?
«Sì, ne sono convinto. E sono altrettanto convinto che il presidente dell’Ordine, D’Ubaldo, non abbia mai fatto nulla per fermare questa deriva. Probabilmente perché anche lui non mi vede di buon occhio. Io però non ho dubbi: sono il miglior giornalista che si occupa di Roma. Gli altri rincorrono, copiano, ma arrivano sempre dopo. È questo che fa rabbia».

Parole forti. Da cosa nasce questa convinzione?
«Dai fatti. Con mezzi esigui faccio il lavoro di venti persone. Gestisco una testata, una radio, contenuti multimediali, notizie esclusive. Pensi cosa avrei potuto fare se avessi avuto un grande editore alle spalle».

A proposito di editori: ha mai pensato di affidarsi a un editore forte?
«No, mai. Perché significherebbe sottostare a diktat e linee imposte dall’alto. Io sono editore di me stesso: proprietario, editore e direttore di Romagiallorossa.it. Decido io la linea, scrivo quello che voglio e come voglio. Questa è la vera libertà di informazione».

Nonostante le difficoltà, quindi, andrà avanti su questa strada?
«Assolutamente sì. Gli attacchi non mi fermeranno. Continuo a fare informazione, a modo mio, con indipendenza e senza padroni. È questo che, evidentemente, dà più fastidio di tutto».

Un’intervista che restituisce il clima di tensione vissuto dal direttore di Romagiallorossa.it, ma anche la determinazione di chi rivendica il diritto di raccontare la Roma senza filtri, nel bene e nel male, assumendosi fino in fondo il peso delle proprie parole.



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