Yannick Ferreira Carrasco

Il direttore sportivo Frederic Massara osserva l’allenamento a bordo campo, lo sguardo che ogni tanto scivola sul telefono. Nelle ultime ore di mercato può succedere di tutto e a Trigoria lo sanno bene. Lo ha ribadito anche Gian Piero Gasperini: «Il mercato di gennaio è sempre imprevedibile, figuriamoci gli ultimi giorni. Ma prima finisce e meglio è…».

La linea, però, è condivisa: si lavora su un solo ruolo, l’esterno offensivo, e se arriva deve essere di livello. Nessuna operazione di contorno. La figurina individuata dalla Roma è Yannick Ferreira Carrasco, oggi all’Al Shabab. La trattativa è complicata, ma non per dubbi sul giocatore.

Carrasco ha già detto sì all’idea Roma, si è mostrato talmente motivato da essere disposto a rinunciare all’ingaggio monstre da 14 milioni netti. Anche sul piano fisico, il club giallorosso ha ricevuto garanzie, anche tramite Mario Hermoso, ex compagno del belga ai tempi dell’Atletico Madrid. Le difficoltà sono tutte legate al club proprietario del cartellino: tra Italia e Arabia Saudita le trattative non sono lineari, gli interlocutori possono cambiare e le posizioni mutano rapidamente. Ecco perché, nelle ultime ore, non filtra grande ottimismo.

Carrasco, però, attende un segnale ed è pronto a esporsi anche in prima persona, chiedendo di essere liberato: vuole tornare in Europa per prepararsi al meglio in vista del Mondiale. Roma e Gasperini lo aspettano, consapevoli che il tempo stringe.

Parallelamente, la dirigenza valuta piste alternative. Tra queste, nelle ultime ore, è emersa quella che porta a Kamaldeen Sulemana, in uscita dall’Atalanta. Un profilo giovane e rapido, che potrebbe rappresentare un’opzione se l’operazione Carrasco non dovesse sbloccarsi.

Le energie, in ogni caso, sono concentrate esclusivamente su questo ruolo. In difesa, infatti, Kostas Tsimikas resta: «Voglio dare il meglio qui», ha dichiarato il laterale greco, chiudendo la porta a qualsiasi movimento in uscita.

Il conto alla rovescia è iniziato. Massara osserva, Gasperini aspetta. L’esterno offensivo è l’ultimo tassello: o arriverà il nome giusto, oppure la Roma andrà avanti così. Senza compromessi.



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