Patrik Schick

(Corriere della Sera – L. Valdiserri) Eusebio Di Francesco ha dato il «rompete le righe». Chi non è stato convocato per le nazionali si deve ripresentare a Trigoria domani, dopo due giorni pieni di libertà. C’è una domanda classica che accompagna le soste: è arrivata al momento giusto? La Roma esce da quattro vittorie: Napoli, Torino, Shakhtar Donetsk e Crotone. Si è qualificata per i quarti di finale di Champions League. Ha già messo in cassaforte almeno 81 milioni di euro legati al cammino europeo. Si è confermata terza e ha consolidato il vantaggio sul quinto posto (è a +5 sulla Lazio). Tutto perfetto. O quasi. C’è, infatti, il caso Schick. Il ceco è stato il colpo di mercato dell’estate, comperato con una formula molto complessa per permettere alla Roma di spalmare l’acquisto su più annualità: 5 milioni per il prestito alla Sampdoria, 9 per il riscatto, fino a 8 di eventuali bonus e il 50% della futura vendita entro il 1 febbraio 2020 con un minimo garantito di 20 milioni di euro nel caso in cui resti alla Roma anche dopo quella data. Nella scorsa stagione ha giocato 14 presenze da titolare, 18 da subentrato, 1570 minuti in campionato, 11 gol segnati. A lui erano interessati molti club, tra i quali la Juventus che ha rinunciato per un problema cardiaco in estate (un’infiammazione poi del tutto superata) e l’Inter, che ha cercato fino all’ultimo di convincere il presidente Ferrero a trovare una formula per dirigerlo verso Milano.

Il feeling con Di Francesco, che sognava di avere un esterno di ruolo come Mahrez o Berardi, non è mai scattato. Schick, a oggi, è fermo a 552′ minuti giocati in campionato, 5 presenze da titolare, 8 da subentrato e nessun gol. Novanta minuti e un gol in Coppa Italia. Nessun minuto in Champions League. A Crotone, con Perottiassente e Cengiz Under in panchina, gli sono stati preferiti prima Gerson e poi Florenzinel ruolo di esterno di attacco. In pratica è scivolato al settimo/ottavo posto nelle gerarchie del 4-3-3. La risposta di Di Francesco a una domanda che gli è stata curiosamente posta proprio dalla tv ufficiale della Roma è stata questa: «Devo pensare ad allenare tutta la Roma e non i singoli. Schick non arriva dal Real Madrid o dalla Juventus, ma dalla Sampdoria». L’amministratore delegato Umberto Gandini, ieri, si è sentito in dovere di tornare sull’argomento: «Patrik arriva da un’estate complessa. È in crescita ed è un giocatore su cui contiamo per il presente e il futuro». Cinematograficamente siamo a «Salvate il soldato Schick», nella speranza di non essere già finiti in «Full Metal Jacket».

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