Francesco Totti

Dal 17 giugno 2019 sono passati quasi sei anni. Un tempo lunghissimo, dentro cui è cambiato il mondo e si è trasformata anche la Roma. Ma quel filo spezzato tra il club e Francesco Totti potrebbe presto essere riannodato.

Dopo mesi di voci e segnali, è arrivata un’apertura ufficiale. A parlare è stato Claudio Ranieri, senior advisor della proprietà, che ai microfoni di Sky Sport ha pronunciato parole destinate a far discutere: «I Friedkin ci stanno pensando e mi auguro che Francesco possa essere davvero utile alla Roma, perché è una parte della Roma».

Un messaggio diretto, mai così esplicito. E soprattutto una mano tesa verso l’ex capitano, dopo una separazione dolorosa e mai davvero ricucita. L’addio del 2019 fu traumatico: Totti si sentiva ai margini delle decisioni, privo di un ruolo reale, più simbolo che dirigente operativo. Oggi, però, lo scenario è diverso.

Negli ultimi mesi le diplomazie hanno lavorato sotto traccia. Il ritorno sugli spalti dell’Olimpico per la gara europea contro lo Stoccarda aveva già riacceso le speranze. Poi il faccia a faccia con Ryan Friedkin e ora le parole di Ranieri. I dialoghi sono in una fase ancora embrionale, ma il segnale è chiaro: un’intesa si può trovare.

Il punto cruciale resta il ruolo. Totti non ha alcuna intenzione di tornare come semplice ambasciatore o bandiera da esibire. Vuole incidere, avere responsabilità concrete, partecipare alle scelte. Un incarico operativo, vero, che valorizzi esperienza e conoscenza dell’ambiente. Perché se c’è qualcuno che incarna identità e romanismo, quello è proprio lui.

Ma l’intervista di Ranieri non si è fermata al tema Totti. L’ex tecnico ha provato anche a rasserenare l’ambiente dopo le tensioni di mercato e le polemiche sul rapporto tra Gian Piero Gasperini e il ds Ricky Massara.

La linea è chiara: niente pressioni immediate sulla Champions League. «Non stiamo chiedendo a Gasperini di andarci subito. Il programma è triennale. Stiamo costruendo», ha spiegato Ranieri, difendendo il lavoro dell’allenatore e promuovendo gli sforzi fatti sul mercato.

Sulle frizioni tra tecnico e direttore sportivo, la lettura è più caratteriale che strutturale: «Gasperini martella tutti, è la sua forza. Massara è riflessivo e calmo. Io sto nel mezzo». Due modi diversi di lavorare, ma un obiettivo comune.

Infine, il capitolo rinnovi. I contratti pesanti di Lorenzo Pellegrini e Paulo Dybala saranno rivisti al ribasso: «Per la sopravvivenza del club bisogna abbassare il monte stipendi. Se si trova un punto d’incontro bene, altrimenti ci si saluta».

Tra presente e futuro, la sensazione è che la Roma stia cercando un nuovo equilibrio: sostenibilità economica, progetto tecnico e identità. E in questo mosaico, il possibile ritorno di Totti non sarebbe solo una scelta romantica, ma un tassello strategico. Perché certe storie, a Roma, non finiscono mai davvero. Aspettano solo il momento giusto per ricominciare.



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