AS ROMA NEWS TIAGO PINTO – L’ex General Manager della Roma, Tiago Pinto, oggi al Bournemouth in Premier League, è tornato a parlare della sua esperienza nella Capitale attraverso una lunga intervista rilasciata a Cronache di Spogliatoio. Un racconto lucido, sincero e senza filtri, nel quale il dirigente portoghese ha ripercorso successi, critiche e scelte difficili dei suoi tre anni in giallorosso.
Pinto ha riconosciuto come i detrattori tendano ancora a ricordargli alcuni acquisti meno riusciti: «Quelli a cui non piace Pinto tireranno sempre i nomi di Renato Sanches, Viña e Shomurodov. Per me non ci sono problemi». Una premessa necessaria, prima di rivendicare con orgoglio anche gli aspetti positivi del suo operato.
Tra i colpi di cui va più fiero, il portoghese ha citato Svilar, Ndicka — entrambi arrivati a parametro zero — e Celik, pagato appena 7 milioni di euro: «Ogni tanto non avere soldi ti aiuta a trovare soluzioni», ha spiegato, ricordando come le limitazioni economiche siano state un fattore costante nella sua gestione.
Nonostante questo, i risultati ottenuti sul campo hanno lasciato un segno. «In tre anni abbiamo fatto una finale e una semifinale di Europa League e abbiamo vinto una Conference» ha ricordato Pinto. «Non è stato abbastanza perché tutti volevano la Champions, ma abbiamo portato a casa qualcosa». Un bilancio che, secondo l’ex dirigente, va oltre la semplice qualificazione europea.
Uno dei punti di maggior orgoglio resta il lavoro svolto nel settore giovanile, definito «straordinario»: «Faccio qualche nome: Zalewski, Bove, Calafiori, Pisilli. Ma anche Marin, che oggi è il terzo portiere del Paris Saint-Germain». Giovani cresciuti a Trigoria e poi lanciati nel calcio dei grandi, grazie anche alla mano di José Mourinho, come Pinto ha voluto ricordare: «Non dimentichiamo il ruolo di Mourinho che ha dato spazio a questi ragazzi».
Il portoghese ha quindi tracciato un bilancio della sua avventura, segnato dalle difficoltà economiche ma anche da scelte coraggiose e risultati concreti: «Considerando la situazione economica, con tutte le limitazioni che avevamo, penso che siamo riusciti a fare tanto con poco».
Un ritratto onesto di un triennio complesso, in cui Tiago Pinto rivendica ciò che ha costruito — tra campo, mercato e settore giovanile — lasciando un’eredità che ancora oggi continua a incidere nel presente della Roma.
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