Forse la Roma più bella dell’era Gasperini, sicuramente il Genoa più deludente di De Rossi. All’Olimpico finisce 3-1, risultato che poteva essere persino più ampio se Dybala e compagni non avessero rallentato nella ripresa dopo un primo tempo devastante, giocato a ritmi altissimi, da vera “Atalanta di Gasp”. Undici indemoniati su ogni pallone, una squadra che finalmente ha mostrato tutto il suo potenziale.
Il successo vale il controsorpasso sulla Juventus, il ritorno al quarto posto e soprattutto la chiusura di un 2025 straordinario: 82 punti nell’anno solare, numeri da virtuale campione d’Italia del periodo gennaio-dicembre. Ma la partita racconta anche altro: un Genoa inesistente per oltre un’ora, reduce da una striscia da incubo contro Inter, Atalanta e Roma.
La squadra di Gasperini domina e colpisce: segnano Soulé, ancora una volta decisivo; Koné, inesauribile e ormai anima del centrocampo; e Ferguson, il redivivo di serata che ritrova fiducia e applausi. Si diverte Dybala, impazza Wesley, e per una notte Svilar è quasi spettatore, beffato solo nel finale dalla sfortunata deviazione di Pisilli sul tiro di Ekhator.
Con 33 punti, in un campionato nel quale nulla sembra scolpito nella pietra, la Roma è pienamente in corsa per qualsiasi ambizione: se lo è la Juventus a quota 32, lo sono a maggior ragione i giallorossi, soprattutto quando giocano con questa ferocia.
La serata è stata anche il ritorno di Daniele De Rossi all’Olimpico da avversario: seconda presenza assoluta nella storia della Roma, mito vivente, 30 panchine da allenatore. I cori, gli striscioni, l’abbraccio finale alla Curva Sud hanno il sapore di una promessa: l’idea che un giorno, lontano o vicino, le strade possano incrociarsi di nuovo. Ma oggi la Roma è di Gasperini, e la sua mano si vede, eccome.
Il dominio si materializza in 17 minuti perfetti, dal 14’ al 31’, quando il Genoa semplicemente scompare. Sembra il preludio a una goleada: palo di Koné, gol annullato al francese, conclusioni in serie. Poi i ritmi calano, almeno in campo: non quelli di Gasperini, che vive ogni pallone come se fosse questione di vita o di morte. Ed è forse proprio questa intensità a spiegare perché la Roma abbia ritrovato la rotta dopo tre sconfitte nelle ultime quattro gare, compresa la dolorosissima con la Juventus.
Il calendario regala ora un’altra pagina di grande calcio e grandi emozioni: dopo la “prima volta” di De Rossi all’Olimpico da avversario, sabato sarà la volta della prima di Gasperini contro la sua Atalanta a Bergamo. Una sfida dal valore simbolico enorme e con mille risposte attese da una classifica più aperta che mai.
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