Gian Piero Gasperini

AS ROMA NEWS MILAN GASPERINI – La Roma di Gasperini torna da San Siro con la sensazione di aver lasciato per strada qualcosa di importante. Non solo punti, ma la concreta possibilità di vincere una partita che nei primi trenta minuti aveva dominato. Perché i giallorossi hanno imposto ritmo, aggressività e coraggio, mettendo sotto un Milan attendista, costretto nella propria metà campo per gran parte del primo tempo.

Le azioni offensive della Roma sono state numerose, coordinate e spesso anche belle da vedere, frutto di un pressing alto e di un recupero palla immediato che ha messo in crisi la costruzione dal basso dei rossoneri. Forse troppo impetuose, al punto che Cristante, con il suo consueto equilibrio, è stato costretto a richiamare i compagni a “ragionare di più” sulle scelte da fare in fase di rifinitura. Ma la Roma ha costruito e dominato: le occasioni nitide di Ndicka, che di testa da due passi ha sfiorato il vantaggio, e di Dybala, impreciso nel momento decisivo, restano due rimpianti pesanti.

Poi, come spesso accade nel calcio, alla prima vera ripartenza l’avversario ha colpito. Un Milan fino a quel momento passivo ha trovato il vantaggio con un’azione perfetta: Leao ha sfondato sulla sinistra e servito al centro Pavlovic, che ha insaccato alle spalle di Svilar. Una beffa per la Roma, punita nell’unico momento di disattenzione dopo aver prodotto la mole di gioco più importante della gara.

Da lì la partita è cambiata. La Roma ha perso lucidità ed energie, spese in un primo tempo ad alta intensità, e ha subito per 15 minuti la pressione del Milan, salvandosi solo grazie a due interventi prodigiosi di Svilar e a una chiusura provvidenziale di Hermoso sulla linea di porta. L’occasione per riequilibrare tutto è arrivata dagli undici metri, ma Dybala, perfetto finora dal dischetto, ha trovato sulla sua strada un super Maignan, e per di più si è infortunato subito dopo il tiro, toccandosi il flessore sinistro.

È lì che la Roma ha perso definitivamente il filo del match. Quel rigore fallito ha pesato come un macigno sulla testa dei giocatori, già provati fisicamente e mentalmente. I cambi non hanno inciso: Gasperini sperava in una scossa dalla panchina, ma la squadra non ha ritrovato brillantezza né ritmo.

Eppure, qualcosa di positivo resta. La Roma di Gasperini sta crescendo. Si vedono automatismi, intensità e un’identità chiara. Giocatori come Celik, tra i migliori in campo, stanno trovando nuova linfa; Cristante, impiegato dietro le punte, si muove con autorevolezza, sopperendo all’assenza di un vero regista come Paredes. Anche Dybala, nonostante la serata storta, ha offerto qualità e spirito di sacrificio.

Ma il punto critico resta nella gestione delle energie: una Roma che parte a cento all’ora e si spegne alla distanza deve imparare a distribuire meglio lo sforzo lungo i novanta minuti. E poi c’è una domanda che inevitabilmente sorge: perché El Shaarawy non gioca più? In una partita come quella di San Siro, la sua velocità e la capacità di coprire il lato sinistro avrebbero potuto aiutare sia in fase difensiva contro Leao, sia nelle ripartenze.

Forse Gasperini ci sta pensando. Perché questa Roma, se trova equilibrio e concretezza, può davvero restare lì, tra le grandi, fino alla fine. E le basi, nonostante la sconfitta, sono solide come non lo erano da tempo.



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