AS ROMA NEWS DERBY GASPERINI – Un dato racconta meglio di ogni parola l’avvio di stagione giallorosso: nessun gol segnato da un subentrato nelle prime tre giornate. Due reti complessive, entrambe arrivate dai titolari, per una Roma che ha già conosciuto vittorie e sconfitte, ma che non trova mai dalla panchina quella spinta in grado di cambiare le partite.

Allargando lo sguardo all’intero 2025, il quadro resta simile: appena tre gol realizzati da giocatori entrati a gara in corso (El Shaarawy contro il Genoa, Dovbyk col Como e Shomurodov contro la Juventus). Una cifra impietosa se paragonata, ad esempio, alla Juventus, capace di eguagliare questo bottino in appena tre giornate di campionato.

La sensazione è che la Roma viva troppo nei suoi undici iniziali, senza riuscire a sfruttare chi parte dietro nelle gerarchie. Lo stesso Gasperini, prima della sfida col Torino, era stato chiaro: «Non regalo niente a nessuno. L’opportunità di giocare bisogna conquistarsela». Un monito ai suoi subentrati, ma anche un segnale che la profondità della rosa non è ancora al livello richiesto.

Il confronto con l’Atalanta di qualche anno fa è inevitabile: lì Gasperini aveva fatto delle sostituzioni un’arma letale, con giocatori come Muriel capaci di spaccare le partite. A Roma, invece, chi entra sembra farlo più per necessità che per incidere davvero. Lo testimoniano le prestazioni recenti di Dovbyk, Baldanzi, Pisilli e Ferguson, mai decisivi nel ribaltare l’inerzia delle gare.

Ora il calendario mette davanti il derby contro la Lazio, una partita che va oltre i numeri e che può rappresentare la svolta. Proprio da chi parte fuori potrebbe arrivare la chiave per invertire la rotta: Pellegrini, ad esempio, potrebbe essere la scintilla giusta per ridare imprevedibilità e peso offensivo.

Per Gasperini, che non ha avuto dal mercato tutti i rinforzi richiesti, il tema è ormai evidente: non basta più avere un undici titolare competitivo, serve una panchina capace di incidere. Contro la Lazio si misureranno non solo le ambizioni di classifica, ma anche la profondità e la crescita di una Roma che deve imparare a vivere delle energie di tutti i suoi uomini.



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