Manchester City

NOTIZIE MANCHESTER CITY WINSTEN – Marco Violi, editore e direttore responsabile di Romagiallorossa.it, ha voluto esprimere tutto il suo cordoglio per la tragica morte di Jeremy Wisten, giovanissimo calciatore di 17 anni che si è suicidato per depressione. Al giovane ragazzo non è stato rinnovato il contratto dopo che aveva fatto tutta la trafila al Manchester City.

Marco, sei rimasto molto colpito dalla morte di Jeremy Wisten…

“Sì, perchè so benissimo cos’è la depressione. Con questa malattia non si scherza, può colpire chiunque e a qualunque età. Io soffro ancora di una forte depressione che non mi permette di lavorare con regolarità. Alle volte mi assento perchè sto male, altre volte perchè ho altri problemi di salute dovuti all’assunzione di farmaci che limitano gli sbalzi d’umore. Sono vicinissimo alla famiglia del ragazzo e sono profondamente addolorato. Io sono stato più volte ad un passo dal suicidio, ma ho avuto la forza di rialzarmi. Ma permettimi di dire una cosa…”

Prego.

“La gente che mi ha preso in giro in questi ultimi due anni sui Social perchè sono finito in ospedale a causa della depressione, o perchè avrei voluto suicidarmi, si dovrebbe vergognare. “Persone” come Riccardo Angelini, Stefano Petrucci, Alessandro Austini, radio come Teleradiostereo, o giornalistucoli – che non so nemmeno se sono davvero giornalisti o meno perchè non risulta in nessun albo professionale – come John Solano che hanno ironizzato e hanno bullizzato la mia persona quando ero depresso e stavo male, si dovrebbero vergognare perchè non sono “persone” ma idioti di prima categoria. Non auguro nemmeno al mio peggior nemico di passare quello che ho passato io, di perdere un padre a 21 anni. Mai avrei pensato che anche mio papà fosse oggetto sui Social di ironie e prese in giro, eppure è successo. Mai avrei pensato che mia madre fosse oggetto sui Social di scherni, con la complicità anche di molti giornalisti romani. Sono “persone” non degne di stare a piede libero perchè loro non sanno cosa vuol dire effettivamente stare al mondo visto che sono delinquenti. Essere delinquenti non è solo uccidere o spacciare droga, ma è anche far passare determinati messaggi via Social o via radio. Anche questo è un tipo di delinquenza”.

Cosa ti senti di dire alla famiglia di Wisten?

“Di affrontare il dolore con dignità. La famiglia non ha colpe, è difficile convivere con persone che hanno la depressione. Dietro la parola “depressione” c’è un mondo. Vanno rispettate queste malattie e sono molto contento che la Roma, tramite i Social, abbia voluto sensibilizzare questo aspetto. Si vede che è cambiata la proprietà, molto più attenta a certe tematiche. Sono orgoglioso della “mia” Roma. Un plauso ai Social Media Manager giallorossi”.

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