“Vai via da Roma o farai la fine di Totti, non vincerai nulla” queste le parole di Mancini per ‘convincere’ DDR, fresco di sontuoso rinnovo contrattuale, a lasciare la Capitale, per dirigersi verso il Manchester City, club che si è riscoperto glorioso e vincente solo in queste ultime stagioni, grazie alle mostruose cifre investite dal suo Presidente. Ma forse Roberto Mancini non ha studiato bene la carriera di Totti prima di pronunciare questa frase, sicuramente non capirà mai la scelta di vestire per tutta la vita la stessa maglia, meno vincente di altre, ma più carica di sentimenti. Il Mancio per vincere ha dovuto vestire la maglia della Samp, abbandonandola dopo 424 presenze nel momento più difficile per i blucerchiati, trasferendosi alla Lazio, che in quelle stagioni viveva i momenti più rosei della sua storia. Non si è fatto problemi ad abbandonare la nave mentre affondava per andare a vincere altrove. Totti no, ha sempre scelto di restare a Roma, nonostante le critiche, gli insulti ricevuti da tutta Italia; una scelta difficile, restare a Roma, fedele alla maglia che tifava fin da bambino, invece di cambiare aria verso Madrid, Milano o Manchester (sponda United però, la società che vince da sempre). Avrebbe potuto vincere molto di più, affermarsi tra i primi del Mondo, ma ha preso la decisione più difficile: vestire la stessa maglia in 501 occasioni. Non si dica che il Capitano non ha vinto nulla però, sarebbe un errore grossolano, da concedersi agli invidiosi e a coloro che hanno scarsa memoria. Oltre all’indimenticabile scudetto vinto nel 2001, e strappato dalla maglia dei cugini, con cui giocava proprio Mancini, e le Coppe Italia vinte sotto la gestione Spalletti, Francesco ha ottenuto numerosi riconoscimenti personali, tra cui la Scarpa d’Oro, che non hanno mai visto premiato l’attuale tecnico del City; ma Mancini ha soprattutto dimenticato il Mondiale del 2006. Totti era in campo in Germania, Totti ha vinto un mondiale con il numero 10 sulle spalle, cosa che al Mancio non è mai riuscita. E una carriera non è fatta solo di vittorie, ma di scelte coraggiose, un calciatore non si ricorda solo per i colpi di tacco, ma per il coraggio, che si manifesta anche nella scelta di vestire giallorosso per tutta la vita. Allora De Rossi dovrà confermarsi ancora una volta Uomo, seguendo l’esempio del suo Capitano, prendendo una decisione difficile ma coraggiosa, che prima o poi verrà premiata sul campo, o potrà trasformarsi in quello che vuole l’ex allenatore della Lazio, un buon calciatore in cerca di soldi e gloria, ma senza l’amore della sua gente.






