Spalletti: “Questa Roma è forte e Dzeko ha fatto la differenza”

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Luciano Spalletti, allenatore della Roma, ha commentato il 4-0 dei giallorossi contro il Villarreal in Europa League. Queste le sue dichiarazioni:

SPALLETTI A SKY

Qui non fa gol nessuno, il Barcellona c’è riuscito solo al 90’ con Messi. Voi arrivate qui e ne fate 4. Qual è stata la chiave?
Sicuramente abbiamo giocato una buona partita. Poi la qualità delle giocate ha fatto la differenza, Edin in primis. È stato bravo a farsi trovare presente dentro l’area di rigore. All’inizio siamo stati un po’ contratti. Abbiamo questo rapporto un po’ particolare con le partite in Europa, spero che questo risultato gli dia la convinzione che ci voleva, che abbiamo a che fare con una squadra forte e che anche quando è sopra di 2 gol deve giocare per far male, per fare il terzo e il quarto.

Il calcio italiano ha migliorato Dzeko?
Sì. Lui è un ragazzo sensibile con un carattere un po’ particolare, se le sente addosso le responsabilità. Quando le cose non sono andate con la Roma, lui era il primo a starci male. È diventato anche nervoso. Però quando ha cominciato a far vedere le sue qualità… Il secondo gol è bellissimo, da attaccante di quelli veri e maturi, ha mandato a vuoto il suo marcatore. È un giocatore forte che ha anche personalità. Deve riuscire a trovare il suo equilibrio e la sua tranquillità e diventerà fortissimo.

Senza Ibrahimovic questa Europa League sarebbe un po’ più facile.
Ci si vuol sempre mettere il carico della vittoria finale. Ibra, senza Ibra, quella squadra p quell’altra. L’essenziale è giocare le nostre partite e il nostro calcio fatto di qualità e individualità forti, perché poi anche la giocata individuale può fare la differenza.

A che punto è il percorso di costruzione di una squadra pensante come penso sia la Roma? Il tuo grado di convinzione di questo percorso?
Noi stiamo facendo passi avanti, hai fatto un’analisi da attento osservatore. Però dopo l’1-0 siamo stati costretti ad abbassarci, gli abbiamo dato un po’ il pallino in mano. Ogni volta che riconquistavamo palla non riuscivamo a renderla una ripartenza, la giocata l’abbiamo ripersa quasi sempre e troppo velocemente. Dei passi avanti sono stati fatti ma c’è ancora da lavorare. È tutto possibile, perché la squadra ha capacità di difendere e ripartire, di palleggiare sullo stretto. Perdiamo ancora troppi palloni. I palloni riconquistati non li rendiamo giocabili e nostri fino in fondo. Diventano sempre palloni di nessuno, dove quello che più sveglio, più bravo e più reattivo se li possono portare a casa. Questi numeri sono importanti perché sono metri di fatica per la squadra. Ogni palla persa sono metri di fatica per la squadra.

Tante individualità di questa squadra sono migliorate. Non solo Dzeko, ma anche Fazio e Ruediger. Emerson è stato devastante, ma anche Strootman è un giocatore diverso. Lo stesso De Rossi si è rilanciato quest’anno. È il discorso del collettivo sta migliorando le varie individualità o è il lavoro specifico che ha fatto su ciascuno?
Sì è giusto, anche questo è un modo di guardare a quella che è la crescita e lo sviluppo del lavoro, che è corretto. Sono un po’ tutte e due. Dentro la squadra se si riesce ad essere più uniti e più compatti nelle fasi di gioco, poi cresce l’individualità dei calciatori. Allo stesso tempo le giocate individuali rendono la squadra ancora più forte. È un po’ quello che dicevamo inizialmente. Questa squadra aveva bisogno di avere un livello più importante di spina dorsale, e questa sta crescendo e nascendo. Li ha citati tutti lei, da Fazio a Strootman a Dzeko, si passa dentro il campo e si va a fare quella spina che poi diventa fondamentale. La squadra è cresciuta, si aveva bisogno di questo. Questo è il vantaggio più importante in questo momento. Tra due giorni c’è un’altra partita, noi torniamo a casa alle 4 o alle 5 di questa notte. C’è da recuperare, questi calciatori qui non ce la possono fare a recuperare le forze. Bisogna che cambi qualche elemento. E vi farò vedere che quelli che non hanno giocato stasera sono altrettanto forti perché si vede in allenamento, è il gruppo che fa venire bene gli allenamenti, si riesce a percepire che c’è un gruppo forte. E un gruppo forte poi rende anche i singoli ancora più forti.

Perché la Roma non può avere il carico della vittoria finale?
Per l’amor di Dio, non ci siamo mai tirati indietro. Se segui le conferenze stampa, si comincia dalla prima dicendo che bisogna vincere campionato e coppa Italia. Questa è la domanda più facile (ride, ndr). Questa è Roma? Si fa anche agli altri. Al Napoli viene detta la stessa cosa, la Juventus naturalmente deve fare questo. Poi però bisogna direzionare le partite, c’è da entrarci dentro e prenderle in mano come abbiamo fatto noi. Sotto questo aspetto stasera abbiamo dato seguito a una serie di risultati. Mi dicono che la Roma non era mai riuscita a fare 7 risultati positivi consecutivi in Europa, stasera siamo riusciti anche in quello. Anche nelle qualificazioni abbiamo fatto delle buone partite e delle partite dove non si riusciva a riconoscere il livello della qualità di squadra e la compattezza, l’assieme della squadra forte. Si prende in carico quello che dev’essere il tentativo di dover vincere qualsiasi partita, però poi nell’arco dell’anno riuscire a mantenere un livello alto di rendimento in tutte le partite non è facile. Ora ci sono questi 30 giorni con tantissime partite, in cui ti può succedere di tutto. In un ambiente che ti trasferisce tantissimo come quello di Roma, allo stesso tempo basta una cosa che ti va storta, ti mette quell’ansia e quella confusione che poi perdi subito le linee guida. Purtroppo sono troppi anni che ci succede così, bisogna stare sempre allerta. Noi giochiamo per vincere tutte le partite.

SPALLETTI A ROMA TV

Grande pagina della storia della Roma.
Serviva ai calciatori fare una vittoria convincente per avere tranquillità e sicurezza. Abbiamo fatto una buona gara ma sulla’ 1-0 abbiamo concesso troppo gioco e non deve succedere perché poi le squadre di qualità trovano le giocate. Bisognava mettere al sicuro la partita e l’abbiamo fatto con una ripartenza che doveva essere un modo di fare costante. Un risultato importante, ma c’è ancora il ritorno.

Una squadra che subisce poco, ma voi ne avete fatti tanti.
Sì, abbiamo fatto bene. La squadra ha queste impennate, poi nella stessa partita ha delle ricadute. Serve equilibrio, dobbiamo fare ancora dei passi in avanti.

La cosa che le è piaciuta di più?
Che cominciamo ad essere una squadra forte. Dopo il 2-0 andare ancora alla ricerca di altri gol senza accontentarsi. Se ci attaccano ripartiamo e ne facciamo altri.

Palmieri?
Ha queste possibilità. E’ un sinistro ma gioca bene anche con il destro, può calciare bene con entrambi i piedi. Ha fatto un gol bellissimo ed ha tirato proprio li. E’ stato premiato dopo aver provato diverse volte. Gli si fanno i complimenti, deve tenere i piedi per terra però. Qualcuno dovrà cancellare qualche tweet, chi diceva che non avevamo terzino sinistro dovrà ricordarlo.

Squadra bene anche dal punto di vista fisico, bene El Shaarawy.
Ha giocato benissimo, l’ho sostituito soltanto perché fuori avevamo quella qualità. Sta attraversando un buon momento e ha fatto la partita che doveva fare.

SPALLETTI IN CONFERENZA STAMPA

Sulla partita.
Sul 2-0 siamo stati più cattivi e determinati, mettendo al sicuro il risultato. Fino al 2-0 si è combattuto in maniera forte, ci siamo fatti trovare pronti. Se mi sento di essere nella coppa sbagliata? Siamo andati fuori col Porto, sappiamo bene che sono cose che vanno lasciate indietro, ciò che è accaduto è tempo perso, in questo caso c’è da portarsi dietro il ricordo, per come è maturata. Stasera non abbiamo commesso errori, quel ricordo lì ci ha dato insegnamenti.

Su Dzeko?
Si tratta di un giocatore forte. Spero che si convinca di quelle che sono le sue potenzialità, che non si accontenti di aver fatto un gol. È il limite dell’accontentarsi che evidenzia la forza del calciatore, lui in questo deve essere ambizioso. Anche perché lui la lotta per la classifica marcatori deve farla con Higuain. Sa che ha nelle potenzialità di combattere con un bomber come Higuain. Non si deve accontentare. Quando arriva in fondo alla partita con due gol segnati e due gol sbagliati deve essere scontento per quelli che ha sbagliato.

Emerson Palmieri?
Lui calcia bene anche col destro, il sinistro è qualitativo, importante, ma calcia bene anche di destro. Quando l’ho messo a destra ha fatto vedere che può stare anche da quel lato. Sulle scelte dei cross per quella che è la sua qualità non ha fatto vedere tutto. Sul gol l’ha messa là, non c’è andata a caso. La crescita è stata tentare di difenderlo dalle mattonate che gli avete dato. L’avete preso a mattonate e ha fatto vedere la sua qualità, in lui ci si credeva poco giustamente, ha giocato poco. Se sbagli una partita, ed è facile sbagliarne una, è difficile riuscire a ritrovare qualità, si sa qual è il nostro ambiente, dà moltissimo e toglie moltissimo. Spero che abbia convinto un po’ tutti e che continui a far vedere la sua forza.

Troppo facile per la Roma o Villarreal meno forte di quanto si aspettava?
Dopo l’1-0 siamo stati costretti a stare schiacciati, sono giocatori che nello stretto hanno qualità. Poi ci siamo liberati, Edin ha fatto un bellissimo secondo gol, di personalità, da giocatore forte nella testa, che è più importante per lui. Ma dopo l’1-0 abbiamo perso troppi palloni, sono metri che costano fatica, quando gli altri tentano di aggredirti è lì che bisogna fare quei 3 passaggi corti di qualità che creano l’apertura per la prateria. Abbiamo sofferto dopo l’1-0, poi si sono disuniti, hanno perso misure ed è stato più facile trovare quei gol. Quello che è fondamentale è che dopo il 2-0 abbiamo tentato di chiudere la partita, quella deve essere la mentalità.

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