L’amarcord di Nesta: “Io e Totti, amici clandestini”

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Sandro Nesta e Francesco Totti

NOTIZIE AS ROMA TOTTI NESTA – “Io, Nesta, capitano della Lazio, amico di Totti, capitano della Roma: in questa città non era possibile, non sarebbe stato accettato. Così andavamo assieme all’estero, a giocare in nazionale, ma quando tornavamo a casa non potevamo vederci a cena”.

Un’amicizia clandestina, vietata dalla rivalità del campo. E rivelata in tutta la sua autenticità a distanza di tanti lustri, perché ormai non sono più ragazzi né calciatori. Nesta e Totti assieme hanno vinto un Mondiale, ma quel rapporto è molto più antico. E quando spunta un filmato un po’ sfocato, nel quale si vede l’amico-avversario che gli fa passare la palla sulla testa – sono entrambi del ‘76, all’epoca avranno avuto dieci anni –, Nesta la butta sul ridere: “Non ho in mente quell’episodio. Anzi, forse non è mai esistito”.

E nell’occasione, a Radio Radio, ha svelato anche cosa accadde nel suo giorno più difficile da laziale, il derby perso 5-1 nel 2002: “La società voleva vendermi, me lo avevano detto e ripetuto; io volevo rimanere. E poi in quel periodo si parlava di tutto meno che di calcio: non prendevamo gli stipendi da sette mesi, ero capitano, i compagni venivano da me a lamentarsi. Così contro la Roma non ci ho capito nulla. Nell’intervallo ho detto: mi vogliono vendere? Allora mando tutto a quel paese. E sono uscito. Ho sbagliato, non lo rifarei”.

(Corriere della Sera)

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