La farsa del ct e Tavecchio

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Carlo Tavecchio e Gian Piero Ventura

(Il Tempo – S. Pieretti) De profundis. Ventura eguaglia il record di Alfredo Foni. L’Italia è fuori dalla fase finale dei Mondiali. Era accaduto un’unica volta, nell’edizione disputata in Svezia nel 1958. Uscire dall’Europa sarebbe stato meno traumatizzante. Buffon chiude la sua carriera in azzurro, Il commissario tecnico Ventura nella notte è distrutto per la clamorosa eliminazione: «Non mi sono dimesso, ho parlato col presidente Tavecchio. Ho salutato tutti i giocatori, è colpa mia. Risultato sportivo è pesantissimo, ero convinto di potercela fare. Ringrazio il pubblico, abbiamo fatto una buona partita. Ora parlerò con Tavecchio e decideremo insieme, non posso comunicarmi una cosa che ancora non è avvenuta». Anche il presidente della Figc Tavecchio si è preso una notte di tempo per riflettere, ma è probabile che già oggi stesso possa rassegnare le dimissioni; il nome del commissario potrebbe essere quello dell’attuale dg Michele Uva. Processo al calcio italiano. Dopo lo sciagurato Mondiale brasiliano, il Presidente Federale Giancarlo Abete e il Commissario tecnico Cesare Prandelli si dimisero nel post partita contro l’Uruguay, le aspettative sono le medesime, anche perché si è riusciti nell’impresa di fare anche peggio.

Il tecnico Ventura è indifendibile, così come è senza anticorpi una Federazione che non ha saputo pesare il curriculum di un allenatore sconosciuto sulla ribalta internazionale. Il progetto è fallito in modo clamoroso, siamo di fronte a un fallimento epocale. Ma il processo non può essere circoscritto ai soli dirigenti federali, perché questo disastro sportivo abbraccia tutti i presidenti di A che nel corso delle stagioni hanno depauperato il preziosissimo capitale della scuola italiana andando ad acquistare quasi esclusivamente giocatori all’estero. E anche i vivai sono soffocati da stranieri.

È una questione che il Ministro dello Sport Luca Lotti dovrà affrontare per preservare la storia, l’onore e la gloria di un movimento calcistico totalmente allo sbando. Si chiude nel peggiore dei modi la carriera dei veterani azzurri: dopo Buffon lascia anche Daniele De Rossi. «È un momento nero per il calcio italiano – ammette il capitano romanista – è dura lasciare in questo modo, nello spogliatoio abbiamo pianto, è doloroso chiudere questo percorso azzurro, speravo finisse diversamente. Penso di aver lasciato qualcosa, ho amato questa maglia allo stesso modo nel quale amo l’altra. È un giorno triste per me, non solo per il risultato, ma anche per l’addio alla Nazionale. Il cambio rifiutato? Mi scuso con il dottore. Ho solo detto che non mi andavo a scaldare perché in quel momento serviva un cambio offensivo. Poi naturalmente sono andato». Un altro segnale della confusione di Ventura.

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