Mertens, quando il falso nueve diventa vero cecchino sul prato dell’Olimpico

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Dries Mertens

(Il Messaggero – P. Tina) Non può più farne a meno, il Napoli. Dries Mertens è imprescindibile. Sette, fino a questo momento, sono le prodezze in campionato, proprio come le vittorie consecutive degli azzurri, unica squadra a punteggio pieno della serie A. Domani all’Olimpico il belga si incrocerà nuovamente con Dzeko, bomber della Roma e della Bosnia che ha sfidato sabato scorso a Sarajevo. Mertens contro Dzeko, atto secondo. Così simili in fatto di prolificità, eppure così diversi. Dzeko è un centravanti classico, vecchio stampo, che si fa valere in area col fisico e che è abituato a fare a sportellate coi difensori. Mertens, invece, è un centravanti atipico, che gli avversari li evita con dribbling e piroette, tocchi di prima e scambi ravvicinati coi compagni. Non chiamatelo “falso nueve”, però, perché i numeri dicono che è un centravanti purissimo. Con 40 gol dal 2015 ad oggi, è l’attaccante più prolifico in serie A della gestione Sarri. Nella prima stagione di reti ne aveva messe a segno appena 5, poi è letteralmente esploso nella scorsa dopo l’infortunio di Milik e l’adattamento a prima punta. Doveva essere una soluzione tampone per trascinarsi fino al mercato, è stata invece una scelta vincente. Una metamorfosi incredibile: è diventato un cecchino spietato e insaziabile – Sarri lo ha definito un “animale affamato di gol” – che lo ha proiettato tra i 30 candidati al Pallone d’Oro. Come Dzeko.

PRODEZZE OLIMPICHE Il match dell’Olimpico dipenderà pure dalle loro prodezze. Per Mertens quello con i giallorossi sarà un banco di prova assolutamente particolare. La squadra di Di Francesco vanta la seconda miglior difesa del campionato alle spalle dell’Inter ed è un gruppo solido, difficilmente perforabile. Dries, però, sa come si fa. All’Olimpico si è spesso esaltato. Contro la Lazio, meno di un mese fa, ha messo a segno un gol spettacolare che ha rinverdito i fasti maradoniani. Ma anche contro la Roma ha spesso fatto centro. Proprio nella tana del “nemico”. Nel 2014 un suo gol consentì al Napoli di ipotecare la finale di Coppa Italia, l’anno scorso una sua doppietta è valsa il 2-1 contro l’orchestra di Spalletti. Adesso, però, l’asticella si è alzata. Serve un’altra prestazione da centravanti vero per continuare a far sognare lo scudetto ad un’intera città. Mertens è pronto.

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