Che sollievo Izzo: squalifica ridotta. A ottobre in campo

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Armando Izzo

E alla fine, più per la forza del ragionamento che per l’evidenza delle prove, la Reggina è caduta. La combine di una partita contro una squadra già retrocessa, che oltretutto schierava in campo una nidiata di giovanissimi, deve essere apparsa ai giudici della Corte federale d’appello innanzitutto illogica. Perché «combinare» una gara dal risultato già scritto?

LA CHIAVE – È stata la tesi, rivelatasi vincente, sia del difensore di Armando Izzo, Mattia Grassani, sia del collega che assisteva l’Avellino, Eduardo Chiacchio. Caduto il presunto illecito con la Reggina, ha retto solo quello con il Modena, e, conseguentemente, squalifiche e ammende si sono ridotte sensibilmente: da 5 a 3 anni (con 20mila euro di multa) per Francesco Millesi, da 18 a 6 mesi (e 30mila) per Armando Izzo, da 3 a 2 punti (e 20mila) per l’Avellino, che in 24 ore ha ottenuto la salvezza sul campo e il 14° posto in tribunale. Per la Procura federale, che aveva richiesto pene severissime, è una mezza debacle. Secondo l’accusa sostenuta in primo grado, infatti, Izzo doveva essere radiato e l’Avellino penalizzato di 7 punti.

SOLLIEVO IZZO – Felicità, sarebbe stato uscirne immacolato. «Lo meritava, non ha fatto nulla», giura il suo agente Paolo Palermo. Ma tutto considerato – i fatti, la difesa inizialmente improntata a negare anche l’evidenza, la correzione in corsa –, sei mesi per un’omessa denuncia sono il minimo che gli potesse capitare. «È stato un atto di giustizia e di umanità», ha commentato l’avvocato Grassani. Armando Izzo il 13 ottobre potrà tornare in campo, magari con la maglia di una grande squadra (la Roma lo corteggia), e giocarsi quasi per intero il torneo che porterà al Mondiale. Ecco perché ieri il ragazzo ha affidato ai social network parole serene. «Ora ho solo una voglia matta di ripartire, riprendermi tutto e raggiungere i miei sogni». Senza dimenticare il «suo» Genoa. «Prima c’è da conquistare una salvezza, domenica tutti allo stadio». Certo, il bilancio di questi mesi non è a cuor leggero. «È stato un anno duro, in cui ho sofferto tanto, ma non ho mai avuto paura, sono sempre stato certo della mia onestà e non ho mai smesso di lottare per la verità – ha aggiunto Izzo –. Mai un secondo ho pensato di arrendermi, mi sono sempre allenato e sono sempre stato accanto alla squadra».

SCOSSA – «Izzo ne esce pulito, la vicenda gli servirà da lezione», il commento del presidente del Genoa Enrico Preziosi. «Ora abbiamo un’altra battaglia da vincere: la conquista della salvezza. La notizia darà morale a tutta la squadra».

(Gazzetta dello Sport)

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