Champions, tutto in 540 minuti

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Edin Dzeko e Daniele De Rossi

(Il Tempo – T. Carmellini) Sei partite in trentatré giorni che decideranno tutto. Cinquecentoquaranta minuti da giocare per le quattro contendenti ai due posti utili rimasti e che danno accesso alla Champions del prossimo anno. Quattro squadre sì, anche se classifica alla mano, la lotta sembra essere sempre più tra Roma e Lazio appaiate a quota 61 e l’Inter che le insegue con un solo punto di ritardo. Per il Milan la strada è un po’ più in salita visti i sette punti di distanza proprio dai cugini nerazzurri, anche se proprio la squadra di Gattuso sembra avere (almeno sulla carta), il calendario migliore. Non ha nessuno scontro diretto, ne big da affrontare nelle sei partite che mancano da giocare da qui al venti maggio data li a dimostrarlo. Dall’altra parte però è altrettanto vero che, guardando il calendario, la squadra di Di Francesco ha, rispetto a Lazio e Inter, cinque avversarie che possiamo definire più morbide con il «solo» big match contro la Juventus a Torino a fare da contraltare. Seguendo il criterio delle «stellette» che definisce la pericolosità delle avversarie e un’ipotetica griglia, è la Lazio quella che sta messa peggio. Diciotto il totale delle sue «stelle» contro le quindici dell’Inter e le quattordici della Roma: è chiaro che la cosa è puramente virtuale, perché poi le partite le devi giocare e i pronostici lasciano spesso il tempo che trovano. Barcellona docet. Comunque a Inzaghi & Co., che viaggiano ancora con il miglior attacco del campionato, sono capitate Fiorentina (in casa), quindi Sampdoria, poi il Torino (sempre all’Olimpico), fino all’Atalanta e al Crotone. Ma la partita più rognosa, quella che potrebbe decidere tutto e non solo per i biancocelesti è l’ultima di campionato che la Lazio giocherà però in casa: quella contro l’Inter dell’ultima gara di campionato che si giocherà, come da prassi, tutti in contemporanea.

La differenza la faranno, sempre e ancora energie e motivazioni. La Roma da questo punto di vista è quella messa peggio delle quattro perché il doppio impegno di Champions League contro il Liverpool (andata in Inghilterra il 24 aprile e ritorno il 2 maggio all’Olimpico), toglierà di sicuro qualcosa ai giallo- rossi: anzi più di qualcosa a prescindere da come andrà a finire. Più complesso il compito dell’Inter che, oltre allo scontro diretto contro la Lazio, dovrà vedersela anche contro i campioni in carica della Juventus: le altre quattro so- no robetta anche se nelle ultime partite della stagione si rischia anche di incontrare squadre con l’acqua alla gola e che hanno un maledetto bisogno di punti. Qualificarsi per la Champions del prossimo anno è un passaggio imprescindibile per una squadra che vuole crescere e non solo dal punto di vista economico. Giocare con le grandi d’Europa consente a un gruppo di crescere anche mentalmente, senza pensare al lato tifosi: l’Olimpico giallorosso visto nel match contro il Barcellona sta lì a dimostrarlo. Finalmente il dodicesimo uomo è tornato a giocare, anche in Europa.

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